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Stretto di Hormuz: resta alta la tensione. Teheran lancia missili a lungo raggio

"L'Iran risponde con test missilistici all'inasprimento delle sanzioni da parte degli Usa. Le tensioni nell'area tengono alto il prezzo del petrolio"


Idrocarburi - 2 gennaio 2012
Stretto di Hormuz: resta alta la tensione. Teheran lancia missili a lungo raggio

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Continua la guerra fredda attorno allo stretto di Hormuz (tra il Golfo Persico e quello di Oman). Oggi le forze armate iraniane hanno lanciato un missile a lungo raggio, il secondo in due giorni. Si tratta di un missile Ghader, derivato dal C-802 cinese, con una gittata di 200 chilometri, capace di eludere i sistemi radar. Per l'agenzia iraniana Irna l'ordigno, che avrebbe "colpito con successo il bersaglio assegnatogli", è capace di distruggere navi da guerra nemiche.

Per convincere Tehran ad abbandonare il programma nucleare il presidente Usa Obama ha inasprito nei giorni scorsi le sanzioni contro il Paese, firmando una legge che colpisce gli interessi iraniani congelando i beni delle banche col risultato di impedire l'afflusso dei proventi del petrolio. La moneta iraniana ha perso il 12% in un giorno.

La tensione nell'area è aumentata nei giorni scorsi dacché il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejjad ha minacciato di chiudere militarmente lo stretto, da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale, circostanza che farebbe decollare il prezzo del greggio, peggiorando la già difficile situazione economica in cui versa l'Occidente.

Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, l'Iran raggiungerà la capacità di fabbricare autonomamente una bomba atomica nel giro di nove mesi, poco prima delle elezioni americane; una vera guerra tra i due paesi potrebbe dunque scoppiare entro quella data.
Va ricordato che l'Iran è il terzo paese del mondo per riserve petrolifere certe, con 137 miliardi di barili e che dallo stretto di Hormuz passa circa un quinto del petrolio mondiale.

Nel frattempo le principali monarchie arabe che affacciano sul Golfo Persico (alleate degli Usa e rivali dell'Iran sciita) hanno concluso con gli Stati Uniti nuovi contratti da 35 miliardi di dollari per rafforzare le loro capacità militari. L'Arabia Saudita ha speso 30 miliardi dollari per 84 nuovi cacciabombardieri F-15, per l'ammodernamento di altri 70 già in possesso delle sue Forze armate e per 178 nuovi elicotteri. Gli Emirati Arabi Uniti hanno invece acquistato due unità del sistema antimissilistico Thaad per 3,5 miliardi di dollari.

Anche senza un blocco dello stretto, la tensione nell'area rischia di far salire ulteriormente il prezzo del petrolio.



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